{"id":2456,"date":"2024-11-14T13:56:35","date_gmt":"2024-11-14T11:56:35","guid":{"rendered":"https:\/\/hog.thecreativeplot.com\/?p=2804"},"modified":"2024-12-19T12:17:12","modified_gmt":"2024-12-19T10:17:12","slug":"non-tutto-negativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hog.thecreativeplot.com\/it\/non-tutto-negativo\/","title":{"rendered":"Non tutto negativo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro wp-block-paragraph\">Dal 1969 fino a giugno del 1981, Harley- Davidson\u00ae \u00e8 stata propriet\u00e0 di AMF. Da quel periodo non \u00e8 uscito niente di buono. Ma \u00e8 proprio vero?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hog.thecreativeplot.com\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/AMF-pic-forweb-785x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2803\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per alcuni, il periodo di AMF \u00e8 coinciso con tempi bui da cui Harley-Davidson\u00ae ha avuto la fortuna di emergere. Ma questo periodo complesso della storia dell\u2019azienda presenta diverse chiavi di lettura.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1965, H-D\u00ae sbarc\u00f2 in borsa. Honda e altri stavano emergendo in tutta la loro forza con moto economiche e affidabili e la Motor Company aveva bisogno di capitali per restare competitiva. Nel 1968, i dirigenti di H-D erano giustamente preoccupati di un\u2019acquisizione ostile da parte di Bangor Punta, una societ\u00e0 conglomerata internazionale nota per acquisire e liquidare aziende. L\u2019altro \u201ccorteggiatore\u201d era American Machine and Foundry (AMF) di White Plains, New York. Con un\u2019offerta di 22 milioni di dollari e la promessa del CEO Rodney Gott di mantenere H-D sulla strada, il Presidente William H. Davidson incit\u00f2 gli azionisti ad accettare l\u2019accordo, che fu firmato l\u20198 gennaio 1969.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">AMF colloc\u00f2 Harley-Davidson nel suo Recreational Products Groups, insieme al suo redditizio ramo d\u2019azienda dedicato al bowling, gli equipaggiamenti sportivi Voit e altri marchi. Gott voleva spostare la produzione di AMF verso i prodotti per il tempo libero, allontanandola dalle attrezzature industriali. Ma con Harley- Davidon AMF si trov\u00f2 davanti a una marea di problemi, tra cui inventari gonfiati, problematiche legate alla qualit\u00e0 e a volte un\u2019incapacit\u00e0 di dare ascolto alle concessionarie. Ci\u00f2 port\u00f2 a una clientela statica che si era abituata alle motociclette H-D e che non sembrava mai cambiare.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche le strategie di AMF si rivelarono altrettanto sfortunate. Al centro del nuovo piano c\u2019era un ritmo di produzione con volumi elevati che Harley-Davidson non era preparata a gestire. Ancora peggio, i clienti non davano segni di richiedere questo aumento. La relazione con le concessionarie fu ulteriormente peggiorata dalla nuova politica di AMF di richiedere alle concessionarie di acquistare i modelli leggeri meno desiderabili per ogni Sportster\u00ae, Super Glide\u00ae o Electra Glide\u00ae ordinati.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">AMF diceva che Milwaukee non capiva il mondo degli affari; Milwaukee diceva che AMF non capiva le motociclette. Ciascuna puntava il dito contro l\u2019altra.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma AMF invest\u00ec anche un\u2019ingente quantit\u00e0 di capitali nello sviluppo di nuovi prodotti, tra cui un motore da 1100cc a camme in testa e il Progetto Nova, una moto V-4 raffreddata ad acqua completamente nuova. Anche se nessuno dei due prodotti arriv\u00f2 ad essere lanciato sul mercato, i componenti sviluppati per la Nova continuarono a vivere sulla popolare FXRT Sport Glide\u00ae dei primi anni \u201980. Cosa ancora pi\u00f9 importante, il Progetto Nova introdusse la lavorazione CNC e altre risorse produttive che portarono a un miglioramento della qualit\u00e0 di H-D. Una parte del piano produttivo complessivo nato negli anni \u201970 era un nuovo motore V-Twin introdotto per i modelli dell\u2019anno 1984. A oggi, l\u2019Evolution\u00ae viene a volte descritto come \u201cil motore che salv\u00f2 Harley-Davidson\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I bilanci stanziati per ampliare la tradizionale linea di prodotti di H-D si ridussero, ma portarono a nuovi modi di pensare in termini di ruote, verniciatura e altre finiture. Ne sono esempi la Low Rider\u00ae del 1977 e l\u2019ormai famosa FX Super Glide del 1971, che coniug\u00f2 un motore Big Twin con una forcella anteriore pi\u00f9 leggera in stile Sportster. Questa era diede anche nascita alla FLT Tour Glide\u2122 nel 1980. Con la sua carenatura montata sul telaio e i primi supporti motore con isolamento in gomma, \u00e8 la progenitrice dei modelli Road Glide\u00ae di oggi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1980 si sparse la voce che AMF stava cercando una via d\u2019uscita. Vaughn Beals, entrato con AMF e che all\u2019epoca era vice-presidente, stava esercitando pressioni su AMF per rivendere Harley- Davidson a lui e a un gruppo di investitori. Il 16 giugno 1981, Beals e altri 12 membri del management di H-D conclusero un accordo per acquistare H-D al prezzo di 75 milioni di dollari. Il morale dei dipendenti si sollev\u00f2 immediatamente. Fu lanciato un nuovo slogan pubblicitario: \u201cL\u2019aquila vola da sola\u201d. Nell\u2019ambito dell\u2019accordo, Harley-Davidson rilevava la propriet\u00e0 dello stabilimento di York, in Pennsylvania. Senza York, non avrebbe mai potuto realizzare i profitti sulla produzione degli anni \u201980 e \u201990.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non tutto andava bene sulla scia del \u201criacquisto\u201d. Il mercato motociclistico era all\u2019insegna dell\u2019incertezza, la concorrenza d\u2019oltreoceano stava invadendo gli USA come mai prima d\u2019allora e la recessione era ormai conclamata.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Beals e gli altri si tirarono su le maniche e si misero al lavoro. Gli stabilimenti divennero pi\u00f9 snelli e nel 1984 fu lanciata una nuova motocicletta chiamata Softail\u00ae. Un nuovo club motociclistico sponsorizzato dalla fabbrica, l\u2019Harley Owners Group\u00ae, rafforz\u00f2 i legami con le concessionarie e i clienti. Beals e il suo team si affidarono alla filosofia di ascoltare i motociclisti, che era la ragione per cui H-D era rimasta attiva nel settore fin dal 1903.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agli inizi e durante la met\u00e0 degli anni \u201980, la voce si sparse tra le concessionarie e i loro clienti: Harley-Davidson era tornata, meglio che mai. E senza la propriet\u00e0 di AMF avrebbe potuto essere solo un\u2019altra nota a pi\u00e8 di pagina nella storia.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1969 fino a giugno del 1981, Harley- Davidson\u00ae \u00e8 stata propriet\u00e0 di AMF. Da quel periodo non \u00e8 uscito niente di buono. 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