Prova di volontà
Divorati i primi 1.600 chilometri in 24 sole ore, Alby e Osvaldo proseguono tenaci la loro corsa. In sella a Road Glide® e Street Glide® i due soci H.O.G.® dei Chapter Monferrato e Varese si misurano con le sfide della Iron Butt association. Una prova di resistenza alla stanchezza pianificata nei minimi dettagli che mette a dura prova il fisico e la mente più che la robustezza delle loro Harley-Davidson


Il suo profilo su Instagram, Bagger’s Life, è seguitissimo. Harleysta italiano residente nel Canton Ticino, Alby fa parte del Monferrato H.O.G.® Chapter e fa un sacco di strada col suo Road Glide® Special, tanto da essere definito Il Macina Miglia. La determinazione non gli manca; la capacità di coinvolgere nelle proprie avventure nemmeno. Questa volta si cimenta con un’impresa estenuante. “Da tempo leggevo sul sito della Iron Butt Association americana le loro sfide, pensando che fossero troppo anche per me, che di chilometri ogni anno ne macino parecchi…” Attraverso i social manifesta la volontà di percorrere 1.000 miglia (1.600 km) in 24 ore secondo le regole stabilite dall’associazione US che riunisce centauri di lungo corso. Alby si prepara studiando il materiale informativo; pianifica tappe, durata delle soste e punti di rifornimento. Contagiato col proprio entusiasmo Osvaldo del Varese H.O.G. Chapter, rivolge la sua attenzione alla Germania, unico Paese europeo le cui autobahn in buona parte non prevedono limiti di velocità. La prova di resistenza su strada si svolge in condizioni meteo dure: temperature spesso sottozero, pioggia e nebbia.
Il giro procede in senso orario: Lugano, Francoforte, Amburgo, confine con la Danimarca per poi scendere verso Berlino verso le ore 22 di sabato. Da qui Dresda, Monaco di Baviera e Austria per poi rientrare in Svizzera vicino al Liechtenstein, Canton Grigioni e di nuovo Lugano. Come consigliato dalla IBA, è pianificato su Google Maps. All’arrivo il totalizzatore segna 2.823 km. I tempi per compiere i tre record: 18 ore e 41 minuti per 1.600 km, 22:56’ per i 2.000, 27:22’ per i 2.500 km. Ognuna delle 10 soste rifornimento richiede 15 circa minuti, più 5 pause da 5 a 10 minuti per pagare, mangiare barrette proteiche e frutta secca, bere qualcosa e toilette. “Perché mai ci si dovrebbe lanciare in un’impresa simile? Per provare qualcosa a sé stessi, per la gloria, per una patch da cucire sul gilet o forse perché è un’idea così scema… Probabilmente per la somma irrazionale di tutti questi fattori. A Lugano io e Osvaldo ci abbracciamo, distrutti dalla fatica. Ci salutiamo con un sorriso enorme.”



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