Dai fiordi all’amicizia: il nostro indimenticabile viaggio in moto in Norvegia
A luglio 2024, cinque membri del Thames Valley Chapter hanno intrapreso un’avventura unica in terra norvegese
Testo di Duncan Feakes
Introduzione
“Il rombo dei motori riecheggiava tra i fiordi nebbiosi mentre curvavamo lungo la Strada Atlantica, con scogliere a strapiombo che si tuffavano nelle gelide acque blu.”
A luglio 2024, io, Mohit e Payal Khanna, Andy Millar e Neil Robbins siamo partiti per un viaggio da sogno in Norvegia, terra di fiordi, ghiacciai e strade tra le più epiche al mondo. Lo scopo principale era partecipare al Norway National H.O.G.® Rally a Savalen, ma non ci saremmo mai limitati ad andare al raduno per poi tornare subito indietro; dovevamo cogliere l’occasione per vedere cosa offriva la Norvegia. Non si trattava solo di esplorare, comunque. Era anche un modo per superare i nostri limiti, assaporare la libertà della strada aperta e rinsaldare le amicizie.
Pianificazione e preparazione
L’idea del viaggio è stata ventilata per la prima volta nel 2023, quando mi sono imbattuto in una pubblicità del raduno su Facebook. Ho solo detto: “Chi ha voglia di andare in Norvegia?”, e inaspettatamente ho ricevuto risposte positive. Certo, quando manca ancora un anno al viaggio proposto, è facile non dare peso ad aspetti come le distanze, i tempi e i costi.
Perciò ho iniziato subito ad abbozzare un piano di fattibilità, che includeva soste esemplificative, hotel, traghetti e via dicendo. Abbiamo deciso che era un impegno a cui volevamo dedicarci insieme, perciò ci siamo messi al lavoro, discutendo di potenziali itinerari e di luoghi e strade da non perdere. Come potete immaginare, abbiamo rivisto il piano parecchie volte prima di concordare la versione definitiva. Alla fine, però, eravamo sulla stessa lunghezza d’onda. Non ci restava che procedere con le prenotazioni e iniziare il conto alla rovescia. Naturalmente, dovevo anche spiegare a Janet, la mia pazientissima moglie, che sarei stato via per il nostro quarantesimo anniversario di matrimonio, considerando che già pochi mesi prima ero stato in Francia per il suo compleanno! In qualche modo, l’ho fatta franca.


Il viaggio ha inizio
All’alba di una mattina di luglio, tre Harley-Davidson si sono incontrate ad Ashford, nel Regno Unito, pronte a dirigersi verso la Francia con LeShuttle per iniziare l’avventura. Sì, esatto: tre! Vedete, mentre pianificavamo il viaggio, Neil, Andy e io, carichi di spavalderia ed eccessiva sicurezza, avevamo stabilito di raggiungere il confine tra Germania e Danimarca da Ashford in un solo giorno. I prudenti Mohit e Payal, invece, avevano scelto di partire due giorni prima e affrontare l’andata con un po’ più di calma.
Il primo giorno siamo stati in sella per oltre novecento chilometri. E Neil ancora di più, visto che aveva deciso di arrivare da Reading al mattino. È stata una giornata lunga, piena di autostrade apparentemente infinite e ingorghi inesorabili. Ci avevano detto che in Germania avremmo dovuto evitare di sorpassare i veicoli fermi in coda. E così abbiamo fatto… all’inizio! Dopo innumerevoli chilometri a passo di lumaca, abbiamo gettato al vento la prudenza e siamo entrati in mezzo al traffico. Al contrario dell’Inghilterra, qui è stato come se si dividessero le acque. Sembrava che si fosse aperta una corsia apposta per noi e l’abbiamo percorsa con scioltezza, un po’ divertiti nel vedere quanti motociclisti, pazientemente in fila, ne hanno approfittato e ci hanno seguiti.
Dopo aver toccato ben cinque Paesi, nel tardo pomeriggio siamo arrivati in albergo, poco più a sud del confine danese. Chi ha mai viaggiato con Andy sa bene che non fa mai mancare “un po’ d’amore” alla sua Bessie, così, mentre lui armeggiava con la cintura degli attrezzi, Neil e io siamo usciti a mangiare una pizza.
Il secondo giorno è volato mentre attraversavamo la Danimarca fino a Hirtshals per imbarcarci sul traghetto in direzione Kristiansand, in Norvegia, e dare ufficialmente inizio al viaggio.


Attrazioni imperdibili
La Lysevegen
Scendere lungo la strada Lysevegen verso Lysebotn è stato indimenticabile, immersi in uno dei paesaggi più mozzafiato della Norvegia. I ventinove chilometri che si snodano dalla vetta ci hanno regalato ventisette tornanti adrenalinici fino al pittoresco Lysefjord. Il percorso è iniziato con ampie vedute panoramiche dei fiordi e delle montagne circostanti, passando a poco a poco a una serie di pendenze ripide e curve da brivido. A metà strada abbiamo attraversato una galleria spettacolare lunga un chilometro (che includeva un tornante e ricordava il covo di un cattivo di James Bond) che si apre su un paesaggio suggestivo, portandoci sempre più vicino all’incantevole borgo di Lysebotn. È stata un’impresa dal punto di vista tecnico, ma lo sfondo ineguagliabile la rende un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.
L’indomani, ora in cinque su quattro motociclette, abbiamo avuto modo di risalire questa strada incredibile. L’unico inconveniente è stato dover partire molto prima del previsto per via della chiusura del percorso a causa di una gara ciclistica, ma i panorami alla luce dell’alba hanno ripagato ogni sforzo. Abbiamo costeggiato fiordi di una bellezza quasi dolorosa, siamo saliti lungo l’Hardangervidda a oltre milleseicento metri di altitudine e abbiamo superato ghiacciai blu. Sarebbero diventati temi ricorrenti del viaggio.

Il belvedere di Stegastein
Arrivati all’hotel la sera prima di visitare Stegastein, abbiamo scoperto che tutto il personale si era dimesso e se n’era andato proprio quella mattina! Era chiaro che il ragazzo all’accoglienza non aveva mai visto una reception. Dopo dieci minuti di confusione, Mohit ha deciso di rivelare che parla norvegese, perciò abbiamo lasciato a lui il compito di risolvere la faccenda. Abbiamo saputo anche che il ristorante era chiuso e nelle vicinanze non c’era nulla. Tuttavia, ci hanno offerto uno stufato tradizionale norvegese che abbiamo accettato con gratitudine, rimanendo sorpresi dal banchetto che ci è stato preparato. Che ospitalità eccezionale.
Abbiamo quindi proseguito per Stegastein. Situato in alto sull’Aurlandsfjord, il percorso inizia nell’affascinante borgo di Aurland e serpeggia lungo il fianco della montagna, su una strada stretta e tortuosa. Salendo, ogni curva svelava panorami sempre più spettacolari del fiordo e delle vette intorno. Il belvedere in sé è un capolavoro di design moderno: una piattaforma di legno che si protende per trenta metri dal versante della montagna, offrendo una vista panoramica sul fiordo seicentocinquanta metri più in basso.

La Trollstigen
All’inizio avevamo pianificato di conquistare la Trollstigen, la leggendaria ”strada dei Troll” con undici tornanti e scogliere mozzafiato, ma poco prima di partire abbiamo saputo che era stata chiusa per una frana.
Non ci siamo lasciati abbattere e siamo arrivati a valle per la sosta notturna. Siamo riusciti a raggiungere la base della discesa per fare qualche foto, ma abbiamo dovuto accettare che non era destino. Immagino che ci toccherà tornare!

La Strada Atlantica
Uno dei tratti più iconici del viaggio, la Strada Atlantica ci ha dato l’impressione di correre sull’acqua. L’aspettativa era cresciuta per mesi, e la realtà non ha deluso.
Sotto un sole brillante, la strada si è dispiegata davanti a noi in uno splendore sbalorditivo, con curve aggraziate e ponti ampi che parevano sospesi sul mare. Con il traffico lieve, abbiamo potuto assaporare fino in fondo l’esperienza, fermandoci spesso per immergerci nel panorama e scattare foto e video, senza riuscire a catturare appieno la magia del momento.


Il Norway National H.O.G. Rally
Un momento clou del viaggio è stato il Norway National H.O.G. Rally, organizzato dal Trondheim Chapter. Con rappresentanze da più di dieci Paesi, è stato una celebrazione dello spirito di gruppo e della passione condivisa per le Harley-Davidson. Siamo stati onorati di rappresentare il Regno Unito insieme a un altro piccolo gruppo del Rolling Hills Chapter. L’energia dell’evento, unita alla possibilità di conoscere altri motociclisti da tutto il mondo, lo ha reso una parte indimenticabile dell’avventura.
L’esperienza di guida in Norvegia
Le strade norvegesi sono un paradiso per i motociclisti: lisce e ben tenute, si snodano attraverso paesaggi mozzafiato. Tuttavia, la larghezza ridotta e il meteo imprevedibile ci hanno richiesto un’attenzione costante. Non sono mancati ostacoli come chiusure stradali e cantieri, che spesso hanno allungato il viaggio di molte ore. Per fortuna, i traghetti sui fiordi sono regolari, efficienti ed economici, e hanno anche aggiunto una dimensione diversa all’esperienza. Ogni sfida è valsa la pena, per la vista sui fiumi alimentati da ghiacciai, laghi come specchi e foreste sconfinate.
Non ci ha sorpreso la presenza di innumerevoli gallerie, qualcuna lunga meno di cento metri, qualcuna di più, altre che avvolgevano a spirale la montagna. Una delle più impressionanti è il tunnel di Lærdal, lungo ventiquattro chilometri e mezzo, con tanto di rotatoria interna. Una cosa che non si vede tutti i giorni.
Conclusioni
Abbiamo percorso oltre cinquemilacinquecento chilometri e attraversato otto Paesi in nove giorni. È stato un viaggio che nessuno di noi dimenticherà. La Norvegia ci ha lasciati a bocca aperta, non solo per i suoi panorami e la gente, ma per la gioia del viaggio stesso. Se non è ancora nella vostra lista dei desideri, dovete assolutamente aggiungerla. Preparate tutto il necessario, radunate gli amici e partite per l’avventura di una vita. La terra dei troll, dei fiordi, dei ghiacciai e delle gallerie vi aspetta, pronta a lasciarvi senza fiato e desiderosi di averne ancora.









Etichette:
Leggi altre storie dall’Harley Owners Group!
Preparati ai nostri eventi 2026
Hai iniziato a programmare i viaggi per il 2026? Ci sono tanti raduni in vista, in ogni parte d’Europa! Ecco i dettagli…
Vinci un’Insta360 X5 e un kit per moto
Se ti piace filmare i tuoi viaggi, non c’è modo migliore per farlo: Insta360 ha messo in palio tre videocamere
Ecco la classifica della Chapter Challenge 2025
Scopri i vincitori della Chapter Challenge 2025 e perché il tuo Chapter farebbe bene a partecipare.