Run degli Impavidi
Domenica 23 Febbraio : una data segnata in rosso sul calendario del Padova H.O.G. Chapter che inaugura questa nuova annata con abbracci, motogiro in collina e il consueto lauto pranzo


È domenica mattina, una bruma leggera ricopre il cielo sopra Padova, ma la temperatura è tutto sommato accettabile: non dobbiamo vestire i panni degli impavidi, questa volta. Scaldiamo l’olio e i motori, siamo pronti per il primo nostro run ufficiale dell’anno, quello che sancisce l’inizio del calendario on the road del Padova HOG Chapter. L’aria è densa di emozione perché ci si ritrova dopo una pausa di qualche mese. Si parte in direzione di Castelfranco Veneto. Dopo una piccola sosta per un caffè o un aperitivo scalda-anima (le ruote sono già calde), risaliamo in sella alle nostre Harley e iniziamo ad attraversare i paesini che punteggiano i colli trevigiani e asolani. Intanto il monte Grappa, spruzzato di neve, veglia sul nostro cammino.
Mano a mano che procediamo, il ritmo della strada è dettato del nuovo e frizzante Road Captain Filippo: oggi fa il suo esordio alla guida del gruppo. La foschia si dirada, un pallido e timido sole accarezza i nostri caschi e asciuga l’asfalto, quasi a darci il benvenuto. Iniziamo con qualche curva larga e amabile, mentre intorno a noi la natura è ancora assopita. Attraversiamo Possagno, patria del grande Canova, per giungere finalmente alla trattoria che ci ospita per un pranzo che ha tutto il sapore delle magiche colline asolane. Il calore e la festa ci scaldano il cuore, così come gli allegri brindisi che risuonano, un po’ stonati, come musica nella sala. Due nuovi amici che si sono uniti a noi quest’anno, Anto e Tony, portano una fiaschetta contenente un ottimo elisir ai frutti di bosco per battezzare il loro primo run insieme a noi.
La foto di rito con il nostro vessillo spiegato è ciò che incornicia una giornata che possiamo definire perfetta. Il ritorno è abilmente guidato dall’esordio del secondo nuovo Road Captain, Massimo. Tra curve a stringere ed erte discese che costeggiano la Marca trevigiana ci riporta in quel di Padova per l’ultimo punch caldo e qualche bicchiere di luppolo dorato. Perché, si sa, a un certo punto del viaggio, dicono che si trovi la perla. A me piace pensarla come Jack Kerouac. «Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non può finire in nessun altro posto, no?»







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